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Scritti su Raimondo Galeano

Hanno scritto di lui 1989 -1993

4 Marzo 1989
Personale - “Raimondo Galeano” – Severarte – Bologna
 …«Nella mutabilità alchemica dei suoi lavori Galeano ha probabilmente trovato la formula di un nuovo dialogo con le cose e con lo spazio, qualcosa che lo porta a traduzioni cromatiche dell’esistente e a quelle composizioni che nella notte paiono luminosi galleggiamenti alle pareti, come schermi che si rinnovano nell’invisibile gioco del tempo.» (Franco Basile Catalogo 1989)   
…«Tra giorno e notte, luce e buio, si dipana infatti il filo delle percezioni visive con le quali Galeano ci circonda, proiettando i visitatori in una inedita dimensione onirica…….quando si spengono le luci, nel buio i muri scompaiano, trasformati in luminose finestre aperte su iridescenze ed appare la “notte verde” con la profondità illusoria di un abisso dove fluttuano le ombre,....…» Daniela Bellotti (Il Resto del Carlino, 4 marzo 1989)

29 Gennaio 1990
Personale - “Reperto & Reperto” - Galleria Soligo Roma a cura di Francesco Gallo   …«Quasi una sfida alla negazione della luce, all’assolutezza dell’ombra, quasi a riprendere le linee del mito delle sculture di Dedalo …….. Galeano ribalta questa dinamica facendo diventare il buio della notte, il luogo della apoteosi formale, scardinando i connotati intrinseci dell’opera…» (Francesco Gallo, Catalogo 1990)
 …«apparentando l’opera ad un simulacro che subito appare e poi di nuovo scompare, lasciando dietro di sé la scia di una inguaribile solitudine: Contemporaneo d’Occidente che inventa l’artificio luminoso per depotenziare l’oscurità totale.» (A.M.C., Proposte Gennaio 1990)     

4 Ottobre 1990
Collettiva  “Paragrafi” Gruppo Agravitazionale– Sala Chierici La Fortezza L’Aquila - a cura di Antonio Gasbarrini 
…«Tutto è luce ed è luce riconoscibile. Le nostre opere vivono di luce lunare. Viaggiano su onde elettromagnetiche…» (dal manifesto Agravitazionale, firmato da Omar Aprile Ronda, Vito Bucciarelli, Peter Barman, Giovanni D’Agostino, Raimondo Galeano ed altri..)     

7 Novembre  1991
Collettiva - Gruppo Agravitazionale - Palazzo dei Diamanti Ferrara - a cura di Antonio Gasbarrini
…«le sculture di Galeano, riscattate dalla loro obbligata omologazione stilistico-formale diurna, dalla imprevedibile rarefazione delle volumetrie tridimensionali: i luminescenti segni accentuano, con la loro iperdimensionalità visiva e la concomitante quadridimensionalità agravitazionale, la divaricazione spaziale e temporale di una scultura a tutto tondo da rimeditare profondamente…» (Antonio Gasbarrini Catalogo)

Gennaio 1993
Personale - “Tracce del Visibile” - Galleria Severiarte Bologna
…«Una pittura che vive – in un mondo sempre negato all’arte -, che invade lo spazio e mette in gioco tutta la nostra capacità sensoria. Uno spazialismo alchemico, magico e un po’ sognante, che ingloba lo spettatore sbalzandolo  in un universo altro, privo di coordinate, da ricreare attraverso lo sguardo…» Monica Miretti (Il Resto del Carlino,  20 gennaio 1993)

6 Aprile 1993
Personale - “Navigatori del cosmo” – Galleria La Polena Genova
…«Più luce, più movimento. Riassumerei così il primo impatto visivo con l'opera di Galeano, che emette luce propria..… Passando dalla luce al buio, questa pittura ci risveglia. Raimondo Galeano è uno degli artisti più interessanti fra quanti hanno ripreso recentemente a rielaborare le proprietà luministiche della pittura...  Il gesto di Galeano di affidarsi rischiosamente alla pura luminescenza appartiene alla stessa pasta trasgressiva e utilizzante del gest spazialista di Fontana: questo nello spazio, quello nel tempo....…» Tommaso Trini (Art In Italy – n.1 1993)

Dicembre 1993
Personale - “Navigatori del Cosmo” – Palazzo dei Papa – Viterbo
…«La ricerca che Galeano conduce  si colloca in un ambito particolarmente rigoroso…….. Il piacere della curiosità lo salva dagli eccessi delle poetiche troppo articolate che finiscono col provocare atteggiamenti dogmatici. Vi è una serialità  di segni che viene scandita nelle sequenze , nei fotogrammi, nei flash di questa segnaletica, mi permetto di dire spaziale, come se Raimondo Galeano volesse vedere il proprio lavoro da una distanza di anni luce…» (Vittoria Coen Catalogo)

Last modified onGiovedì, 25 Agosto 2016 14:58
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